Sono 5.295.000 in Italia i giovani tra i 14 e i 29 anni che lavorano e 2 milioni quelli che sono in cerca di un lavoro. Gli apprendisti sono circa 500 mila e 200 mila i giovani avviati annualmente con il Contratto di Formazione e Lavoro (Cfl). Il 50% della popolazione giovanile che lavora svolge mansioni operaie o simili mentre oltre un terzo ha un livello di scolarità bassa. Partendo da questi dati dell’ultimo rapporto Censis, la Fondazione diocesana degli oratori milanesi (Fom), che riunisce circa 1330 oratori con una presenza di circa 500 mila giovani tra gli 8 e i 25 anni, ha promosso un convegno di studio su “Cosa farò da grande? Educare all’integrazione tra fede e vita: la dimensione del lavoro”. Risulta inoltre che i giovani lavoratori fanno più di 40 ore alla settimana e che il 41% afferma che il proprio lavoro è “pericoloso”. ” “”Tra occupazione e disoccupazione – si legge in un resoconto della Fom – non esiste una separazione netta, ma piuttosto diversi gradi e modi di partecipazione al lavoro da parte dei giovani. Queste forme differenti di lavoro portano molti giovani ad inserirsi in un mondo che non conoscono e che spesso li porta a vivere situazioni difficili o peggio di sfruttamento”. Perché la Fom si è voluta confrontare proprio con questa realtà? “L’oratorio – spiega Francesco Brugnatelli della pastorale del lavoro della diocesi di Milano – esiste per far crescere le persone. E una persona non cresce integralmente se non si tiene conto di tutta la sua vita concreta, quotidiana, fatta di tanti aspetti. Fra questi, il lavoro è uno dei più importanti”. ” “