Sono di due tipi le minacce che attentano oggi alla vita della famiglia: “il disordine economico e la paura di progettare il futuro”. Lo ha detto Antonio Maria Baggio, professore di etica sociale alla Pontificia Università Gregoriana riassumendo quanto sta emergendo nel corso del convegno internazionale su “Famiglia e diritti umani” organizzato questa mattina a Roma dallo stesso Ateneo con la partecipazione anche del ministro per la solidarietà sociale, Livia Turco, e del presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, card. A. Lopez Trujillo. “In questo momento – ha spiegato Baggio – l’organizzazione del lavoro e la vita della società non aiutano la famiglia. Ne è un esempio l’indice di denatalità che non è mai stato così basso anche se il desiderio di diventare padri e madri è ancora fortemente sentito. Ci sono infatti condizioni che costringono molti uomini e molte donne a pensare di avere un figlio soltanto dopo i 35 anni. Questo spiega anche il ricorso alle tecniche di procreazione artificiale dovuto ad un abbassamento della fertilità”. Facendo proprio lo slogan lanciato questa mattina dal ministro Turco, “flessibilità amica della famiglia”, Baggio ha detto che “la politica deve mettere in condizione i giovani di avere dei figli subito pur continuando a lavorare”, attraverso un “organizzazione del lavoro flessibile” e una “politica di congedi parentali anche per i padri”. La seconda minaccia è di tipo culturale. “La società è così insicura e fragile nei valori – ha spiegato Baggio – che le persone, i giovani in particolare, hanno difficoltà a progettare e ad avere fiducia nel futuro. C’è paura a mettere al mondo i figli e ad assumersi responsabilità nei confronti delle nuove generazioni”. Nel 50° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, il convegno della Gregoriana ha voluto ribadire, ha concluso Baggio, che “la famiglia non è soltanto un diritto o una realtà che ha dei diritti, ma è anche una risorsa”.