“Il problema non è la popolazione, ma la popolazione combinata con un livello di consumi intollerabile da parte delle persone più ricche e con gli usi della tecnologia”. Così il prof. Peter Hamilton Raven della Washington University ha illustrato ieri a Roma, nel corso della sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, il problema demografico.” “”Gli esseri umani – ha dichiarato Raven – cominciarono ad aumentare rapidamente in numero circa 10 mila anni fa e ancora più rapidamente in anni recenti: da circa un miliardo di persone nel 1800, a due miliardi e mezzo nel 1950, a sei miliardi oggi, con una distribuzione della ricchezza fortemente diseguale, diversi modelli e diversi livelli di tecnologia in parti diverse del mondo. Attualmente non stiamo gestendo il pianeta in maniera sostenibile. Stiamo consumando la ricchezza del mondo e degradando la sua diversità molto rapidamente. Con questo ritmo, alla fine dei prossimo secolo tre quarti delle specie biologiche saranno scomparse. Questi tassi di estinzione sono particolarmente preoccupanti. Da un lato, infatti, scientificamente la diversità degli organismi ci permette di studiare e di capire le maggiori domande della biologia. D’altro lato, potremmo utilizzare le caratteristiche individuali di questi organismi, il modo in cui forniscono dei servizi, come ad esempio la purificazione dell’aria”. E’ necessario, ha concluso Raven, “che le nazioni collaborino di più e affrontino questi problemi insieme perché non sarà affatto facile risolvere le diseguaglianze”.” “