“Cristo sceglie e chiama senza tener conto della nazione, della razza, della classe sociale. La vocazione è un segno della predilezione da parte di Colui che chiama a partecipare, in un modo tutto speciale, alla sua amicizia”. Lo ha detto mons. Giuseppe Orlandoni, vescovo di Senigallia (Ancona) che sabato scorso ha ordinato sacerdote Patrick Ekeh, 33 anni, originario di Enugu (Nigeria), in Italia dal gennaio 1990. Accolto in seminario nella diocesi marchigiana e dopo aver concluso il periodo di preparazione, Patrick svolgerà il suo servizio di presbitero nella diocesi di Senigallia. “L’ordinazione di Patrick – ha detto il vescovo – mette in rilievo la dimensione missionaria ed universale della Chiesa. La sua vocazione è stata possibile perché c’è stato qualche missionario che ha annunciato il Vangelo. Ora tocca a lui essere missionario, comunicando ad altri il dono della fede”. ” “Mons. Orlandoni ha ricordato che “la missione è uno scambio di doni. Un tempo erano i missionari occidentali – ha aggiunto – che andavano in terre lontane a portare il Vangelo a coloro che non lo conoscevano. Ora sono i missionari delle giovani Chiese di quelle terre che vengono, come testimoni di Cristo, ad annunciare la Parola di Dio a questi nostri Paesi di antica tradizione cristiana che hanno bisogno di una nuova evangelizzazione, avendo dimenticato il primo annuncio del Vangelo”. “Caro Patrick – ha concluso mons. Orlandoni – questa chiesa locale ti accoglie con affetto e gratitudine”. Secondo i dati del Centro Unitario Missionario (Cei), sono 1675 i sacerdoti diocesani stranieri operanti in Italia, soprattutto nel Centro-Sud. A questa presenza, è dedicato il Seminario di Studio che sul tema “Non più ospiti, ma familiari”, si terrà a Verona dall’8 al 13 novembre.” “