L’INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II CON IL PRESIDENTE SCALFARO AL QUIRINALE

“In questi anni, la Chiesa ha accompagnato le vicende italiane oltre che con la ‘grande preghiera per l’Italia’ con la puntuale proposta di indicazioni e di contributi ideali perché la nazione recuperi la sua anima profonda e metta a frutto la sua grande eredità di fede e di cultura. Ho ben presente il non facile momento che l’Italia sta vivendo…” Con queste parole Giovanni Paolo II si è rivolto oggi al presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nel corso della sua visita, la terza del pontificato, al Quirinale. Giovanni Paolo II ha lanciato un “accorato appello” a favore della famiglia perché “nella società italiana venga difesa e sostenuta questa primordiale istituzione”. “E’ nella salda fedeltà dei coniugi – ha detto il Papa – e nella loro generosa apertura alla vita che risiedono le risorse per la crescita morale e civile del Paese”. “Famiglie sane, Pese sano” questa è l’equazione del Pontefice secondo il quale “non ci si può illudere di poter avere l’uno senza preoccuparsi di fare quanto è necessario perché vi siano le altre”. Una famiglia sana sa “trasmettere i valori su cui si regge ogni ordinata convivenza, a cominciare dal fondamentale valore della vita”. L’amore e la sollecitudine per l’Italia non fanno dimenticare a Giovanni Paolo II “i gravi problemi che ancora affliggono la Nazione primo fra tutti quello della disoccupazione” portando la sua solidarietà anche ai “tanti immigrati, alle vittime dei sequestri e di violenze, ai giovani che si interrogano con preoccupazione sul loro futuro”. Nel suo indirizzo di saluto al Pontefice il presidente Scalfaro ha sottolineato la laicità dello Stato “che è presupposto di libertà e uguaglianza per ogni fede religiosa e non toglie ma aumenta l’impegno di chi vive, o cerca di vivere i valori cristiani e aumenta il richiamo all’umana coscienza per servire, nello Stato, chi più ha bisogno e ha diritto a giustizia e solidarietà”. “Su questi temi tremendi in sé e per le conseguenze che determinano – ha ricordato Scalfaro – la voce della Chiesa che prega, che conforta, che ne ricorda i valori fondamentali e immutabili, è lampada che dona luce e forza al nostro cammino, ma non può togliere, né alleggerire il nostro carico”. “Tante volte sentiamo – ha concluso Scalfaro – la fatica della solitudine e della incomprensione nel nostro operare, ma sappiamo che questo è il nostro dovere, del quale possiamo e dobbiamo rispondere da soli”.