L’architettura complessiva di una chiesa “può considerarsi perfettamente compiuta quando riesce a penetrare e coinvolgere anche i sentimenti più profondi della persona e a far loro cogliere, per la via dell’emozione estetica, nella loro più intima bellezza, il cuore e l’anima della Chiesa”. Lo ricorda il cardinale Camillo Ruini, vicario generale per la diocesi di Roma, che interverrà oggi pomeriggio al Convegno di studio promosso dal Vicariato sul progetto “50 chiese per Roma 2000. Agli architetti il cardinale chiede di “non rinunciare facilmente a questi obiettivi, per quanto ardui e ambiziosi” e di non limitarsi a soddisfare i vari aspetti funzionali dell’opera, mossi “dall’unico intento e prevalente intento di ricercare la migliore collocazione degli arredi liturgici”. “Come avevo già osservato durante il convegno dello scorso anno – spiega il cardinale – anche buona parte della popolazione rimane talvolta perplessa di fronte a talune opere, sebbene ideate da artisti e architetti di meritata fama”. Rispondedo a chi si chiede come mai un Committente di chiese “non provveda diversamente nella scelta degli autori”, il cardinale risponde che “non poche tra le chiese già costruite, meritano un apprezzamento sincero” ma riconosce anche “con l’umiltà con cui Paolo VI si era rivolto agli artisti” che non sempre il committente ha “ricercato possibilità di dialogo con i personaggi giusti”. Guardando all’immediato futuro, il vicario di Roma ritiene “importante” che almeno un adeguato numero di nuove opere possano “indicare come l’architettura del sacro possa porsi all’attenzione dei contemporanei e a testimonianza delle generazioni future”. Il riferimento va ai progetti in cantiere: un centro parrocchiale “simbolo del Giubileo che sarà realizzato entro l’anno 2000″ e quattro nuovi complessi parrocchiali nella periferia romana. ” “” “” “