“L’esclusione dell’aspetto religioso e spirituale dai media rappresenta una negazione di un fondamentale diritto umano e minaccia perfino lo stesso benessere della società”. E’ quanto dichiara al Sir mons. John Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali, a proposito del convegno su “La deregulation nel sacro nei mass media”, che si svolgerà ad Abano Terme (Padova) il 22 ottobre, in occasione dei cent’anni del Messaggero di Sant’Antonio. Secondo il presidente del dicastero pontificio, nel campo delle comunicazioni c’è bisogno di un’ “auto-limitazione” dei media, che è una cosa diversa dalla censura: “Dove la libertà – spiega Foley analizzando la situazione attuale – intesa come un assoluto e dove c’è una corrispondente mancanza di senso di responsabilità, i media si stanno deteriorando nell’assecondare il più basso denominatore comune e le più basse passioni degli esseri umani”. Di qui la proposta di un’ “auto-limitazione individuale che sia supportata e incoraggiata attraverso il guppo degli editori, dei produttori, dei comunicatori”. Quando questa manca, per il responsabile del dicastero pontificio, “l’autorità pubblica deve agire per la protezione dello sviluppo del senso morale dei giovani e per la sicurezza fisica del debole e del vulnerabile nella società”. I cattolici, da parte loro, conclude Foley, devono ridare ai media il senso del sacro, “non imponendo il loro credo alla società, ma rendendo la società consapevole delle loro convinzioni, per dare l’opportunità a chi è in ricerca di trovare non soltanto la fede in Dio, ma il significato della vita”.