“Perché la ragione vuole impedire a se stessa di tendere verso la verità, mentre per sua stessa natura essa è orientata al suo raggiungimento?”. E’ questa, secondo il card. Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, la domanda che il Papa rivolge agli uomini nella sua ultima enciclica, “Fides et ratio”, presentata oggi alla stampa. Fede e ragione, commenta Ratzinger a proposito del nuovo documento pontificio, non sono estranee: “Per sostenere la capacità della ragione di conoscere la verità di Dio, di sé stessi e del mondo, è necessaria una filosofia che sia in grado di comprendere la dimensione metafisica della realtà”. Occorre, in altri termini, “una filosofia aperta agli interrogativi fondamentali dell’esistenza, all’integrità e alla totalità del reale, senza pregiudizievoli chiusure e senza precomprensioni riduttive”. Giovanni Paolo II, secondo Ratzinger, ribadisce che “escludere l’uomo dall’accesso alla verità è la radice di ogni alienazione”. Obiettivo di “Fides et ratio”, allora, “è ridare fiducia all’uomo contemporaneo nella possibilità di trovare sicura risposta alle sue inquietudini ed esigenze essenziali, e invita la coscienza umana a confrontarsi con il problema del fondamento dell’esistere e del vivere e a riconoscere la verità di Dio come principio della verità della persona e del mondo intero”. Il prefetto della Congregazione pontificia, in particolare, considera “profondamente originale l’indicazione secondo cui la rivelazione cristiana è il punto di aggancio e di confronto tra la filosofia e la fede. Senza una sana filosofia la teologia è destinata a soccombere dietro le forme di pensiero della cultura post-moderna che hanno rinunciato a pensare la questione della verità”. I filosofi, da parte loro, per il Papa devono “recuperare le dimensioni di saggezza e di verità, anche metafisica, del pensiero filosofico”. ” “” “