1948-1998, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ha raggiunto il traguardo dei 50 anni. E la città di Torino ha organizzato nei giorni scorsi un forum rivolto a circa 800 studenti delle scuole superiori, per discutere sui progressi e sugli ostacoli nella tutela dei diritti umani nel mondo. “Queste dichiarazioni solenni sono grandi sul piano dei principi e dei valori ma esiste una distanza abissale tra la parola scritta e la realtà” ha spiegato ai ragazzi don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele. Ha proseguito il sacerdote: “Anche se ci sentiamo piccoli possiamo portare un contributo, ognuno di noi è chiamato per nome ad impegnarsi per la difesa dei diritti della persona”. Don Ciotti ha concluso con un appello: “Oggi c’è bisogno di impazienza per i diritti e per la giustizia, dobbiamo impegnarci di più perché troppi diritti sono ancora calpestati e troppe ingiustizie vengono commesse.” ” “Giovanna Zucchelli, funzionario dell’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, ha lanciato una provocazione ai giovani: “Informatevi su cosa succede intorno a voi e nel mondo, non solo leggendo i giornali o guardando la Tv. Leggete libri, contattate associazioni di volontariato, seguite dibattiti, solo così riuscirete a conoscere cosa accade veramente nel nostro pianeta”. ” “”Occorre investire di più nella formazione e nella scuola” ha aggiunto Stefano Valenti, della direzione dei diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa. “Troppo spesso, in Italia, – ha proseguito – gli avvocati non considerano i diritti dell’uomo un problema giuridico”. Mentre, ha ricordato Paolo Ungari, presidente della Commissione per i diritti dell’uomo presso la Presidenza del Consiglio, “anche il nostro Paese ha ricevuto condanne dagli organi internazionali per violazione dei diritti umani, non per le nostre leggi ma per la lentezza delle procedure civili e per la lunghezza della carcerazione preventiva”.” “