Occorre “uno sviluppo che si muova lungo le vie parallele della crescita economica, della promozione umana, del rispetto dei valori”. A dare queste nuove “coordinate” economiche è stato Francesco Merloni, presidente dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) intervenendo al XX Congresso Mondiale dell’Uniapac (Unione internazionale Cristiana Imprenditori Dirigenti). “Nessuno di noi – ha detto Merloni – può sottovalutare le tensioni e i conflitti che nascono dallo stridente confronto tra Nord e Sud del mondo, fra popoli ricchi e popoli poveri. A queste tensioni, a questi conflitti, appare sempre più urgente dare una risposta in termini di sviluppo e non è un caso che già nel 1967 Papa Paolo VI ricordava, nell’enciclica Populorum Progressio, che ‘lo sviluppo è l’altro nome della pace'”. Questo sviluppo, ha aggiunto il presidente dell’Ucid, deve avere “come riferimento fondamentale la solidarietà verso il prossimo, chiunque sia e dovunque si trovi. Promuovere una solidarietà attiva è la responsabilità che spetta, in misura particolarmente rilevante, a noi imprenditori cristiani”.Dello stesso parere è mons. Alfonso Felipe Gregory, presidente della Caritas Internazionale che, intervenendo ieri pomeriggio al congresso, ha detto: “Per correggere le deviazioni della globalizzazione bisogna mettere al centro del progetto economico il progresso umano e non solo il profitto” ed “optare per un’economia di giustizia e solidarietà invece dell’esasperazione individualistica”.