FOCSIV: A QUANDO LA NUOVA LEGGE PER IL VOLONTARIATO INTERNAZIONALE?

A chiederselo è la Volontari nel mondo-Focsiv (Federazione degli organismi cristiani di servizio internazionale volontario), che ha deciso di “lanciare un appello al governo e al Parlamento affinché siano riconosciute a livello istituzionale le potenzialità, la ricchezza e la forza proprie del volontariato internazionale”. Il direttore generale della Focsiv, Sergio Marelli, chiede “che venga prevista, nell’attuale impegno di riforma della cooperazione internazionale, una normativa specifica ed autonoma, agile ed adeguata, di tutela e sostegno al volontariato internazionale”. “Ogni anno – aggiunge il presidente della Focsiv, Luca Jahier – oltre 5 mila persone si rivolgono a noi offrendo la disponibilità a partire per un servizio di volontariato internazionale. Ma sono scoraggiate dalla mancanza di una legge”. Eppure, spiega Jahier, “il nostro Paese è stato il primo in Europa a dotarsi di leggi che ne hanno riconosciuto la specificità e favorito la crescita”. Oggi, invece, l’Italia è il fanalino di coda: i volontari riconosciuti dallo Stato sono 2500 in Gran Bretagna, 1900 in Francia e soltanto 100 in Italia. Per sensibilizzare l’opinione pubblica, il 6 dicembre prossimo, a Verona, la Focsiv organizzerà il raduno nazionale dei volontari rientrati in Italia. “Oltre 15 mila italiani – rende noto Jahier – hanno lavorato per almeno due anni nel Sud del mondo. Sono un patrimonio enorme, che testimonia dell’importanza di una cultura della mondialità per continuare a svolgere un servizio al nostro Paese”.