CONVEGNO IN VATICANO, “IL TERZO MILLENNIO SARÀ MULTICULTURALE”

“Il terzo millennio sarà un’era di internazionalizzazione e di globalizzazione che oltrepasserà le barriere dell’odio, del pregiudizio e della discriminazione fra le nazioni e i gruppi etnici”. E’ l’opinione di mons. Stephen Fumio Hamao, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e i rifugiati, intervenuto ieri al congresso mondiale della pastorale per i migranti e i rifugiati in corso in questi giorni in Vaticano. “La Chiesa cattolica – ha aggiunto – ha una visione globale e si adopera per portare la pace e la riconciliazione tra tutte le genti e deve continuare a testimoniare questi valori evangelici in tutto il mondo”. Mons. Hamao ha ricordato che “la convivenza tra gruppi etnici può essere fonte di reciproca comprensione e cooperazione fra le nazioni”.Livia Turco, ministro per la solidarietà sociale, ha sottolineato il valore dell’emigrazione come “opportunità di crescita economica e culturale per la singola persona, per la famiglia e per i paesi interessati”. Tra gli strumenti necessari Livia Turco ha ricordato gli accordi bilaterali tra Stati, la cooperazione internazionale, una politica di ingressi regolari, e soprattutto, inflessibilità “contro quegli uomini feroci e senza scrupoli che usano e sfruttano la disperazione di chi fugge dalla miseria”. Anche Narcisa Escaler, direttore generale dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), ha descritto l’emigrazione come “fattore in grado di contribuire a ridurre le differenze di sviluppo tra i Paesi”. Padre Loreto De Paolis, del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, ha ricordato che la Chiesa “deve precisare le risposte che aiutino a rispondere ai problemi migratori e, allo stesso tempo, determinare le condizioni necessarie per entrare in comunione con i migranti stessi, nel rispetto della loro coscienza morale e della loro identità culturale”.