“Testimone per oggi. Profeta per domani”: questo il titolo di un simposio internazionale, che si terrà a Roma dal 7 al 9 ottobre per approfondire la figura di Edith Stein, ebrea convertitasi al cattolicesimo, filosofa ed infine suora carmelitana (con il nome di Teresa Benedetta della Croce), uccisa ad Auschwitz nel 1942. Beatificata nel 1987, Edith Stein verrà proclamata Santa l’11 ottobre prossimo, con una Messa solenne presieduta dal Papa in S. Pietro. “Una donna consapevole della sua dignità umana che aiuta con le parole e con l’esempio le altre donne ad acquistare coscienza della loro dignità e a farla valere nelle loro scelte umane”: così Angela Ales Bello – decano della Facoltà di filosofia della Pontificia Università Lateranense, tra i relatori del convegno – definisce Edith Stein, figlia di ebrei praticanti, allieva e poi assistente del filosofo Edmund Husserl, passata al cattolicesimo grazie alla conoscenza degli scritti di Max Scheler e la lettura della “Vita” di Santa Teresa d’Avila. Entrata nel Carmelo a 42 anni, Edith continua a studiare e a scrivere, ultimando, tra l’altro, la sua opera principale, “Essere finito ed essere eterno” ed elaborando una “scienza della croce” intesa come “unica speranza” capace di vincere ogni odio. Oltre al simposio internazionale, in occasione della canonizzazione di Edith Stein sono in programma a Roma numerose celebrazioni. Tra queste, i vespri per i pellegrini di lingua tedesca, che saranno celebrati il 10 ottobre dal card. Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e una Messa nella Basilica di S. Paolo fuori le mura, presieduta il 14 ottobre da mons. José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione per le cause dei santi.