“L’Italia è il Paese più vecchio del mondo, il numero degli anziani ha superato quello dei giovani. Il livello d’età si è elevato ed è quindi giusto che gli anziani possano vivere bene ed offrire la loro esperienza alla nazione per renderla più ricca. Per far questo occorre una nuova cultura che consideri gli anziani protagonisti e non assistiti”, lo ha detto Vincenzo Marigliano docente di geriatria all’Università di Roma La Sapienza, intervenendo al convegno organizzato oggi a Roma dal Comidan (Comitato italiano per i diritti degli anziani), che riunisce 26 enti e associazioni di varia ispirazione.Marigliano, che è anche vicepresidente del Comidan, ha sollecitato una presa di coscienza nel Paese: “C’è bisogno di un grande cambiamento – ha osservato – che coinvolga al tempo stesso cultura, sanità e politica”. In particolare, spetta a quest’ultima “curare l’aspetto dell’organizzazione sociale che è indispensabile per il cambiamento”. Per vivere bene la longevità occorre individuare alcune regole, ha detto Marigliano, in primo luogo “mantenere in moto il cervello ed avere un ruolo nella società”. Il geriatra ha suggerito di “tenere per quanto possibile gli anziani a casa, mantenerli sani con la prevenzione e lasciarli in ospedale il minimo indispensabile. Una caratteristica comune ai 6.000 centenari italiani è infatti quella di vivere con una solida comunità alla spalle: la solitudine spesso uccide”.