“Non è ‘normale’ che per una ‘calcolata lentezza’ di procedure parlamentari e per una manifesta ‘debolezza politica’ della maggioranza governativa venga prolungata una situazione di ingiusta discriminazione nei riguardi delle scuole pubbliche non statali, in particolare delle scuole cattoliche, che offrono senza finalità di lucro, tra mille difficoltà soprattutto economiche, il loro servizio educativo a quanti, genitori e alunni, liberamente lo richiedono”, così si esprime la Fidae (Federazione istituti di attività educative) alla vigilia del suo consiglio nazionale, che si terrà domani a Roma. “La libertà di scelta educativa da parte delle famiglie, – prosegue la Fidae – senza discriminazioni economiche, è un diritto civile assolutamente prioritario, costituzionalmente fondato, il cui riconoscimento legislativo non è ulteriormente rinviabile”.”Perciò sorprende ‘amaramente’, – commenta la federazione di istituti scolastici non statali – nella finanziaria predisposta per il 1999, il vuoto di risorse destinate all’aumento dei contributi previsti nei capitoli di bilancio n. 1461, 1625, 3671, 3672, che si riferiscono, con importi assolutamente inadeguati, alle scuole non statali, alle quali ora vengono complessivamente erogati 346 miliardi, contro i 65.000 miliardi previsti per le scuole statali, oltre le spese a carico degli enti periferici (regioni, province, comuni). Il piccolo spiraglio di un accantonamento per l’anno 2000 nella voce ‘parità scolastica’, se da una parte apre alla speranza, dall’altra non può coprire il disagio attuale”. La Fidae sta completando la raccolta di firme per una petizione che presenterà in Parlamento.