MIGRANTES SU SBARCHI CLANDESTINI IN PUGLIA

E’ in ritardo di un mese l’uscita del regolamento di attuazione della legge sull’immigrazione, di un anno quella sull’asilo politico. Per questo, afferma al Sir padre Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio per la pastorale degli immigrati esteri in Italia e dei profughi della Fondazione “Migrantes”, “non c’è da meravigliarsi se tanta gente approfitta della situazione di confusione provocata dal vuoto legislativo e nel frattempo cerca di entrare nel nostro Paese”. Dopo l’ennesimo sbarco di oltre 400 clandestini sulle coste pugliesi, padre Mioli sollecita di nuovo le istituzioni “ad uscire da questa specie di limbo”: “Abbiamo una normativa a metà strada – dice – che è importante portare a buon fine al più presto, sia per la definizione dei flussi, sia per quanto riguarda la nuova legge sul diritto di asilo”. Padre Mioli ricorda che “la prima ipotesi da considerare deve essere quella del diritto d’asilo. Se le richieste crescono è perché aumentano nel mondo le zone di rischio e l’Italia, per la sua posizione chiave, è vista come terra d’approdo. Per questo bisogna fare sempre le giuste distinzioni”. E poi, aggiunge padre Mioli, “non si capisce perché, mentre il caso della nigeriana in Belgio ha provocato il giusto scalpore, non si vuole ricordare che ogni anno nello stretto di Gibilterra muoiono almeno 1000 clandestini e fatti simili avvengono anche da noi. Un irrigidimento nei confronti di questi fenomeni – avverte – potrebbe provocare altre tragedie”. Secondo il responsabile di Migrantes sarebbe ora che l’Italia, in sede comunitaria, “invece di pensare solo a Malpensa 2000 cominci ad alzare la voce su questi grandi problemi internazionali”.