CARD. ORTEGA: PRIMI PASSI A CUBA PER LA LIBERTÀ DI STAMPA

L’Ucip (Unione cattolica internazionale della stampa) ha attribuito all’unanimità la medaglia d’oro al mensile “Palabra Nueva” fondato a Cuba nel 1992 su iniziativa dell’arcivescovo de L’Avana, card. Jaime Ortega Alamino. E’ stato lo stesso cardinale a ritirare questa mattina a Parigi, nel corso del XVIII congresso mondiale dell’UCip.La medaglia d’oro, dedicata alla memoria del segretario generale dell’organizzazione, Pierre Chevalier, viene attribuita ogni tre anni a giornalisti od a testate particolarmente impegnate sul fronte della libertà di espressione o di opinione.”Primo giornale di informazione indipendente a Cuba – si legge nella motivazione del premio – Palabra Nueva sì è distinto per la sua attività a favore della libertà di stampa a Cuba”. Il successo di questa pubblicazione cattolica di frontiera si fonda su una redazione composta da tre laici e due preti. I mezzi a disposizione sono un computer, una stampante laser, uno scanner e una macchina fotocopiatrice. Eppure, in occasione del suo recente viaggio a Cuba, il Papa ha raccomandato ai vescovi dell’isola di sostenere lo sviluppo di tali pubblicazioni, la cui vocazione è quella di “annunciare la verità non solo alla Chiesa ma a tutto il popolo cubano”.”L’alluvione ideologica dei decenni passati – ha dichiarato il cardinale Ortega ritirando il premio – ha lasciato dei ‘sedimenti’ che oggi possono rappresentare I’humus dove nascono, crescono e si sviluppano delle nuove realizzazioni. La nostra rivista non solo è legata alle trasformazioni che sta attraversando la realtà nazionale cubana ma, con un’altra ventina di pubblicazioni diocesane di Cuba, rappresenta un’espressione privilegiata dei cambiamenti che sono in corso, lentamente, nel nostro Paese”.”Utilizzare la libertà d’espressione, senza trasformarla in un’arma di lotta – ha proseguito il cardinale dell’Avana – oppure in un grido offensivo” per chi è stato per lungo tempo ridotto al silenzio è “un apprendistato difficile”. Cosi’ come “essere fedeli alla verità senza pretendere che tutti l’accettino nella sua totalità e senza pretendere di possedere la verità: ecco uno degli esercizi più difficili nel necessario apprendistato di un’espressione libera e responsabile”.