Uscire dal circolo chiuso di lamentele e di scoraggiamenti, per dare inizio ad una energica azione di rinnovamento prima di tutto di sé stessi”, poi “della società e dell’umanità intera”. Questo l’invito fatto da mons. Vittorio Mondello, arcivescovo di Reggio-Calabria-Bova, in occasione della festa della Madonna della Consolazione, padrona della città. Il vescovo ha incoraggiato i fedeli a “non limitarsi a piangere” sulle proprie sofferenze: “Conosciamo tutti – ha detto – la storia travagliata di questa nostra Calabria ed in particolare di Reggio e del suo popolo; storia che ha visto questo popolo subire continuamente dai vari dominatori di turno, oltre che da esterni predatori, angherie e soprusi di ogni genere”. Di qui l’invito a non fidarsi di chi “ci batte con cordialità sulle spalle tentando di placare il nostro spirito in preda all’ansia e all’angoscia”, ma a seguire la strada indicata proprio da Maria, che ha fatto propri i doni dello Spirito Santo. “E’ accogliendo nel cuore questi doni – ha detto mons. Mondello – che i cristiani possono diventare lievito di nuova vita nella società”. Secondo il vescovo, la Chiesa reggina-bovese può dare la sua collaborazione “impegnandosi in una rinnovata pastorale missionaria” che punti a ridurre “l’attuale divario tra fede e cultura”. Alla celebrazione di domenica, oltre al vescovo emerito di Reggio Calabria, mons. Aurelio Sorrentino, ha partecipato anche mons. Giovanni Marra, arcivescovo di Messina. “Non sappiamo – ha commentato a questo proposito mons. Mondello – se e quando la volontà politica dei governanti del nostro Paese permetterà la costruzione del ponte sullo Stretto; sappiamo però che le nostre Chiese si sentono già unite e vogliono sempre più crescere nella comunione fraterna”.