Libertà e responsabilità: a questi due valori si deve ispirare la formazione e l’attività professionale dei giovani giornalisti. Lo ha detto il presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, mons. John Foley, intervenendo oggi a Parigi all’incontro internazionale dei giovani giornalisti, organizzato dall’Ucip, l’Unione cattolica internazionale della stampa, presso la sede dell’Unesco.L’Ucip, per questa occasione, ha riunito oltre 350 giornalisti di tutto il mondo con meno di 35 anni. Rivolgendosi a loro. mons. Foley ha fatto due raccomandazioni: “Voi dovreste avere la libertà di scrivere i vostri articoli senza paura di condizionamenti, ma anche il senso di responsabilità di non commettere errori”. In particolare, ha detto Foley, la prima responsabilità dei giornalisti è di non ” filtrare gli eventi attraverso i propri pregiudizi bensì di garantire un obiettivo, spassionato e completo rapporto di ciò di cui sono stati testimoni”.Inoltre, ha aggiunto Foley. “c’è un altro campo di particolare interesse per i giovani giornalisti: cercare di raccontare il più possibile le buone notizie”. A questo proposito ha citato un intervento del Papa al Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali. Il Papa, ha detto Foley, ha raccomandato che ” il giornalismo di inchiesta non si metta solo alla ricerca dei peccatori nascosti, ma anche dei santi nascosti”.In questi giorni, ha notato il presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali, siamo stati testimoni di inchieste “che hanno messo in luce peccatori nascosti e peccati nascosti. Non nego che questo sia un validissimo compito sia del giornalismo che della giustizia. Ma vorrei aggiungere che comunque la gente ha bisogno di speranza, valori e modelli di vita”. Ai giornalisti il compito di scovarli e farli conoscere.Domani, sempre a Parigi nella sede dell’Unesco, si aprirà il XVIII congresso mondiale dell’Ucip, per il quale giung eranno nella capitale francese quasi 900 giornalisti da una novantina di Paesi del mondo. Tema del congresso: “La stampa scritta: un mezzo di comunicazione sociale per il domani. Visione cristiana e pratiche professionali”.