CONVEGNO CEI: LE PROPOSTE DEI MISSIONARI

“Superare la mentalità devozionista ed individualista che prevale nei fedeli, ascoltare il grido dei poveri, resistere alla tentazione di usare il potere invece della testimonianza” sono solo alcune delle proposte emerse dai 46 gruppi di studio, divisi in 4 ambiti, spiritualità, servizio, dialogo e annuncio, che hanno animato il dibattito del convegno nazionale missionario conclusosi ieri a Bellaria (Rimini). I missionari sfidano la globalizzazione economica e rilanciano un sistema globale “umanizzato” basato sul “commercio equo e solidale, sulla finanza etica, sulla sussidiarietà, e su vere forme di cooperazione”. Il Duemila, propongono ancora i missionari, sia “l’anno della remissione del debito ai paesi in via di sviluppo”. Non solo il Sud del mondo ma anche quello italiano. “La Cei destini il 30 per cento dell’8 per mille al finanziamento di progetti per il lavoro ai giovani del Sud Italia”. Alla Chiesa i missionari chiedono inoltre di rinnovare la pastorale, con “meno documenti e più Parola di Dio”, di “accantonare atteggiamenti trionfalistici”, di adottare “nuovi stili di vita” e, dinanzi alla carenza di preti, “riscoprire i carismi dei laici” superando per sempre la contrapposizione “preti-laici”. Per rinnovare ed evangelizzare le comunità parrocchiali occorre “puntare sulle famiglie e sulle testimonianze di vita” grazie anche alla formazione di gruppi di ascolto della Parola di Dio. Anche la scuola cattolica è chiamata a fare la sua parte. “Riscopra – dicono i missionari – il suo carattere profetico e sia in prima linea nell’educazione all’intercultura”. Nella progettazione didattica ci sia poi “spazio per una nuova generazione di libri di testo”. Grande è l’importanza che i missionari danno ai mass media. “L’annuncio del Vangelo passa anche attraverso i mezzi di comunicazione di massa, che amplificano la voce del Sud del mondo che non fà notizia”. L’esperienza positiva dell’agenzia di notizie m issionarie ‘Misna’ – propongono i missionari – deve essere potenziata ed aiutata anche dalla Chiesa italiana.