“Su 100 studenti universitari, il 60 per cento non sa cosa sia la New Age, mentre uno su tre ne ha sentito parlare e solo il 7 per cento sa esattamente di che cosa si tratti”. Lo ha riferito il sociologo Franco Garelli, nella seconda giornata del convegno internazionale su “le minoranze religiose e spirituali alle soglie del 2000”, in svolgimento in questi giorni a Torino. “Dall’inchiesta realizzata dal Gris (Gruppo di ricerca e di informazione sulle sette) sulle ‘religiosità non cattoliche ‘ – ha proseguito il sociologo – è interessante rilevare come i giovani che ne sanno qualcosa definiscono la ‘New Age’. Per circa il 40 per cento si tratta di una nuova corrente musicale, per il 15 per cento di un insieme di terapie per il benessere psicofisico, per l’11 per cento di un’esperienza ‘del divino che è in noi’. Per contro, il 21 per cento non sa esattamente di cosa di tratti e il 14 per cento la considera un’illusione per l’uomo contemporaneo”. La ricerca ha anche evidenziato che “non più del 3 per cento degli intervistati ha frequentato nel passato gruppi o movimenti religiosi spirituali alternativi, mentre meno dell’1 per cento dichiara di farvi parte attualmente”.