SEQUESTRO SGARELLA: “AMAREZZA E GIOIA” DEI VESCOVI DELLA LOCRIDE

“Il male di pochi infanga il buon nome di tanti. E’ come se ci piombasse in testa un macigno, mosso altrove da mani inique. I buoni, che sono la maggioranza, pagano ancora una volta per il male di alcuni”. Così Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, dopo aver appreso “con gioia” la notizia della liberazione di Alessandra Sgarella, avvenuta nei pressi della città, riassume il dramma della Locride, che “entra nello scenario culturale con questo marchio negativo”. Tutta la Chiesa locale, si legge in una nota della diocesi, “si è stretta in preghiera per chiedere al Signore la grazia della liberazione”. Nei giorni scorsi, infatti, mons. Domenico Crusco, vescovo di Oppido-Palmi, ha invitato tutti i fedeli a pregare per la donna, esprimendo solidarietà alla sua famiglia “unita alla ferma condanna per questo gesto così ignobile compiuto nei suoi confronti”. “Come Chiesa locale – ha proseguito il vescovo -, di fronte alla violenza, intendiamo proseguire sulla strada intrapresa in tutte le Chiese della regione: la formazione delle coscienze, l’annuncio profetico del Vangelo e la creazione di alternative sul piano del lavoro, le uniche armi che possono recidere alla radice il male che abbaglia le menti e genera disordine”.