PERCHÉ LA CHIESA SEGUE IL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA

La presenza della Chiesa al Festival di Venezia “non vuole essere invadente” ma “desidera segnalare agli uomini e alle donne di buona volontà del cinema italiano e internazionale, l’approfondita e non occasionale attenzione che la chiesa ha dedicato, dedica e dedicherà a tutti i media, cinema compreso, per promuovere e aiutare le opere e gli autori attenti ai valori umani e cristiani che reggono la società”. Lo afferma mons. John P. Foley, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, anticipando per il Sir quanto dirà domenica 6 settembre alla seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema Spirituale “Tertio Millennio”, organizzato a Venezia dall’Ente dello Spettacolo. “La Chiesa – aggiunge mons. Foley – in sintonia con il Vangelo, è sempre stata amica dell’opera dell’uomo e pertanto ci ha insegnato a promuovere i valori dell’arte quando questa è al servizio della Verità”. Il presule ricorda come “nel passato, nelle chiese di mezzo mondo, artisti e poeti hanno potuto cantare la bellezza del messaggio cristiano”. Poi aggiunge: “E’ questa la sfida che oggi ci poniamo nuovamente di fronte al grande appuntamento con il Giubileo del Duemila”. In vista di questo evento, mons. Foley informa che i due Pontifici Consigli della Cultura e delle Cominicazioni Sociali intendono “moltiplicare gli sforzi per promuovere un cinema in grado di raccogliere ed esprimere una delle sfide più rilevanti del messaggio di Cristo: l’amore per la vita”. Lo scorso anno, i due decasteri avevano trattato il tema del rapporto fra cinema e spiritualità mentre quest’anno approfondiranno il rapporto che lega il cinema “al valore della vita”, analizzando come registi di tutto il mondo lo intendono e lo raffigurano.