“Dai giovani di ieri agli adulti di oggi”. Con questo motto domani da Viterbo prenderà il via il pellegrinaggio che dalla tomba di Mario Fani (fondatore nel 1968, insieme a Giovanni Acquaderni, della Società della Gioventù Cattolica) arriverà a Roma dove si terrà nei giorni 5 e 6 l’incontro nazionale degli adulti di Ac. La manifestazione a cui parteciperanno circa 14 mila persone, culminerà in piazza San Pietro con l’incontro con il Santo Padre. Presentando oggi l’evento e ricordando i precedenti incontri (quello dei 35 mila giovani e dei 45 mila ragazzi dell’Acr) che si sono svolti lo scorso anno, il presidente dell’Azione Cattolica, Giuseppe Gervasio, ha detto che “il progetto educativo di AC si inserisce in un cammino unitario. Copre tutte le stagioni della vita di una persona. Questo contesto unitario è particolarmente significativo in una società nella quale il problema dei rapporti tra le generazioni sta assumendo una dimensione sempre più importante”. L’Azione Cattolica, ha aggiunto Gervasio, vuole pertanto essere “luogo di incontro e dialogo tra le diverse generazioni”. Questa dimensione presuppone “quello spirito di amicizia che – ha spiegato il presidente di Ac – passa attraverso l’accoglienza, il dialogo, lo stare insieme che sono a loro volta i presupposti per impedire l’incomunicabilità”. Facendo poi esplicito riferimento al rischio di “uno sciopero generazionale”, Gervasio ha detto: “il problema non si risolve con lo scontro. Si tratta di capire se il modello di sviluppo che vogliamo è un modello conforme ai principi del personalismo e del solidarismo o se è invece in balia degli interessi, delle forze e delle leggi di mercato. L’Azione Cattolica opta per il personalismo che è mettere al centro la persona e per la solidarietà che non è tutela dei garantiti né democrazia dei due terzi”. L’Azione Cattolica Italiana riunisce 450 mila aderenti, di cui 200 mila adulti, 120 mila giovani e 130 mila ragazzi.