MONS. CORTI: “UNITA’ PASTORALI, UNA NUOVA VIA DI COMUNIONE E COOPERAZIONE”

“Un territorio omogeneo all’interno di un vicariato in cui le parrocchie sono collegate per la trasmissione della fede da un coordinamento di idee, di programmi e di risorse” così mons. Renato Corti, vescovo di Novara, ha definito le ‘unità pastorali’ al convegno presbiterale regionale di Abruzzo e Molise, voluto dalla Conferenza episcopale abruzzese-molisana e in corso di svolgimento a Roccaraso (Aq). Oggetto di discussione da diversi anni, le unità pastorali – ha detto mons. Corti – ” non sono solo la soluzione a carenze del clero o a qualche altro disagio, ma opportunità per scoprire e valorizzare doni e carismi elargiti da Dio”. Fondamento costitutivo delle unità pastorali é “la comunione pastorale e presbiteriale” che non deve essere finalizzata “alla soluzione di problemi pratici” ma votata alla “prospettiva missionaria”. Lontana dall’essere un surrogato di parrocchia “che resta una realtà da privilegiare ed aiutare”, le unità pastorali, per il vescovo di Novara, richiedono un cambio di cultura e di mentalità. “Non pretendiamo tutto da tutti i sacerdoti, ma occorre dare tempo ed educare ad un nuovo modo di lavorare. Utile, specie all’inizio, individuare delle forme di cooperazione su capitoli importanti come la pastorale giovanile, familiare e sanitaria, nei quali i sacerdoti siano impegnati anche fuori i confini della loro parrocchia”. Un lavoro in sinergia che non è attivismo ma recupero della “comunione presbiteriale ed ecclesiale”. In questa nuova mentalità il parroco “non più pontefice della sua parrocchia” si apre a dimensioni ecclesiali più ampie, in cui “la condivisione, la fraternità e il dialogo pastorale” sono fonte di rinnovamento personale e di profezia per la Chiesa.