“Oggi il calcio è diventato una lotta terribile per il primato, dove la persona è annullata, i giocatori sono dei numeri su cui si quota il costo e in nome di questo si è disposti a tutto. Questo mondo non ci ha dato solo esempio di qualcuno che arriva a vendere i propri compagni, la partita, i tifosi per soldi, ma anche di chi mette a rischio la propria vita per avere una forma fisica adeguata, con l’uso di sostanze dopanti”. ” “E’ il parere, rilasciato al Sir, di Donato Mosella, presidente del Centro sportivo italiano (Csi) sul mondo del calcio che domenica 29 agosto ha visto la ripresa del campionato. “La stagione calcistica che è appena iniziata – ha dichiarato Mosella – è stata contraddistinta da un mercato esasperato in cui le quotazioni dei calciatori hanno toccato cifre sbalorditive che, unite a scandali quali il doping e la vendita di partite, rilevano uno stato di disagio profondo in cui ogni regola sembra essere saltata. Tutto è sponsorizzato, venduto e comprato freddamente”. Secondo Mosella il mondo sportivo risente di questo disagio e il rischio è “non rendersi conto del danno questa situazione reca alle giovani generazioni che si alimentano di questi messaggi distorti, con la conseguenza che i giovani non scelgono più lo sport per fare un’esperienza di vita ma per danaro e per fama”. “I rimedi sono elementari” sostiene Mosella. “Tutto lo sport italiano dovrebbe darsi una moratoria. Riportiamo il fenomeno alla portata della gente. Rispolveriamo i veri valori sportivi. La gente deve poter credere di nuovo ad uno sport pulito. E i segnali non devono venire solo dalla base dei praticanti ma soprattutto dall’alto. A cominciare dai giocatori, ridimensionando le loro pretese, e dalle società sportive”. ” “