“La liturgia non è un corpo estraneo, è la casa di tutti”. Lo ha detto questa mattina mons. Egidio Caporello, vescovo di Mantova, concludendo la 50ª Settimana liturgica nazionale che ha riunito, per iniziativa del Centro di azione liturgica (Cal), circa 1000 persone. Nel chiudere i lavori, mons. Luca Brandolini, presidente del Cal, ha sottolineato in particolare “la volontà di darsi obiettivi formativi solidi anche in ambito biblico e teologico” e ha invitato le comunità a coltivare una “spiritualità liturgica”. ” “Anche per don Giuseppe Busani, direttore dell’Ufficio liturgico nazionale della Cei, dalla Settimana di Mantova emerge la “coscienza che la domanda di preghiera che proviene dall’uomo e dalla donna di oggi, la ricerca del volto del Padre e l’invocazione di una relazione con il Dio vivente possano trovare un’attuazione nell’esperienza rituale”. Questa consapevolezza fa necessariamente “riportare la liturgia al centro della vita spirituale delle nostre comunità, riscoprendone il suo posto vero. Il rischio infatti è sempre quello di vedere l’azione liturgica come un ornamento della fede e non il luogo in cui si attua la fede”. Questa mattina ha preso la parola anche il priore della comunità monastica di Bose, Enzo Bianchi, che ha ricordato: “Il Giubileo è un modo per dire che Dio ci salva nella storia qui e ora, un modo per fare Chiesa nell’autenticità, un evento evangelico e non mondano”. In vista del Giubileo, Bianchi ha sollecitato la conversione di vita che “per il cristiano deve essere condizione permanente”, la confessione dei peccati, “da intendere anche come richiesta pubblica di perdono da parte della Chiesa” e la riconciliazione tra i cristiani, le Chiese “e se possibile tra tutti gli uomini”. ” “