SCUOLA: PROGETTO PER UN’EDUCAZIONE MULTICULTURALE

Quale educazione in una società sempre più “globalizzata” e che comincia a fare i conti con dinamiche internazionali frammentate e unificanti al tempo stesso, in un mondo che comprende 184 stati nazionali rappresentati all’Onu, circa seicento gruppi linguistici, cinquemila gruppi etnici? Se ne parla in questi giorni a Città di Castello nel corso del convegno nazionale del Centro educazione alla mondialità (Cem) sul tema “Abitare il pluriverso. Per una cultura della reciprocità”, al quale partecipano circa 300 educatori provenienti da ogni parte d’Italia. “Il Cem – spiega Antonio Nanni, vicepresidente del Centro – non propone nuove materie scolastiche, ma piuttosto un approccio interdisciplinare e interculturale ai processi formativi, senza rinunciare alla ricerca di un pensiero nuovo (plurale, complesso, ecologico, olistico, interattivo) in grado di far tesoro anche educativamente di questa complessità e di ipotizzare una ridefinizione dei ‘saperi scolastici'”.” “Ma che cosa si intende per pluriverso? “Con questa parola – precisa Nanni – il convegno fa riferimento alla molteplicità delle componenti, alla complessità e al meticciamento in atto nella nostra società che stanno mettendo in crisi lo stesso concetto di universalismo”. Al convegno si sono svolte due tavole rotonde sul confronto interculturale e sul dialogo tra le religioni. Il lavoro è articolato in quattordici laboratori di ricerca centrati su metodi di insegnamento innovativi e apprendimento attivo.” “