TERREMOTO IN TURCHIA: NESSUNA VITTIMA NELLA COMUNITÀ CATTOLICA

“La nostra Casa di Istanbul è stata seriamente danneggiata, ma non abbiamo avuto vittime, né ce ne sono state tra i cattolici locali”. Padre Paolo Poli, provinciale dei Cappuccini di Parma, incaricato di seguire i contatti con le comunità religiose del Paese, fa il punto della situazione a una settimana dal terremoto che ha sconvolto la Turchia. Proprio a Istanbul c’è una delle sette “case” dei cappuccini, che hanno una presenza storica in Anatolia: “Siamo lì da più di quattro secoli – racconta il Provinciale – abbiamo in Turchia 15 nostri religiosi”.” “I cristiani nel Paese sono, ufficialmente, circa 5 milioni: soprattutto armeni, georgiani, caldei. La presenza di cattolici è estremamente ridotta. “Ci tollerano, ma le difficoltà non mancano mai – commenta padre Poli -. Non possiamo aprire nuove chiese e non possiamo fare alcun tipo di propaganda religiosa”.” “Intanto, due missionari veronesi sono in partenza per la Turchia. Don Pier Giorgio Belloni e don Luca Pedretti, sacerdoti “fidei donum”, lunedì 6 settembre partiranno, inviati dalla diocesi, per una prima missione di una settimana, in vista del definitivo trasferimento a fine ottobre. “Dobbiamo vedere se c’è la possibilità di creare una missione a Iskedrum, nel Sud est ai confini con la Siria – spiega don Luca. – Ci ha invitati il vescovo del luogo, il cappuccino mons. Ruggero Franceschini: da tempo stiamo studiando il turco e le realtà diverse di questo popolo. Le autorità locali non vedono di buon occhio i cattolici. I problemi sicuramente non mancheranno, ma la speranza della fede ci sosterrà”.” “