“Qualcuno che sani l’angoscia con la medicina dell’amore, ma sani anche la paura che abbiamo di perdere la nostra libertà facendoci sentire amati in un modo che non schiavizza, che non crea dipendenza. Di questo ha bisogno il cuore dell’uomo assetato di un grembo che avvolga, custodisca e generi instancabilmente alla vita”. Lo afferma il teologo napoletano, mons. Bruno Forte, a cui il Centro Azione Liturgica (Cal) ha affidato l’introduzione alla 50ª Settimana liturgica nazionale che si apre oggi a Mantova sul tema “A te Dio Padre onnipotente ogni onore e gloria”. Secondo il teologo, in una “società senza padri” che ha rinunciato a “cercare il senso per cui valga la pena vivere e morire”, si fa “urgente e decisiva” la scelta di vivere “come pellegrini alla ricerca del Volto nascosto o il chiuderci ciascuno nelle proprie paure e nelle nostre solitudini. La vita o è pellegrinaggio o è anticipazione della morte. O è passione, ricerca e quindi inquietudine, o è lasciarsi morire ogni giorno un po’, fuggendo in tutte le droghe possibili di cui è malata la nostra società, utili solo a stordirsi e a non porsi le domande vere”. Grande responsabilità hanno i credenti che “per aiutare i loro compagni di strada a fare questo passo – aggiunge Forte – dovranno essere i primi ad alzarsi e andare verso il Padre”, vincendo “la stanchezza e la frustrazione che a volte prende, specie quando sembra che non ci siano risultati”. In un messaggio indirizzato ai circa 1.200 partecipanti alla settimana del Cal, il cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, a nome del Papa ha augurato che la Settimana liturgica nazionale “aiuti le comunità ecclesiali italiane ad essere vigilanti per cogliere i segni e l’attesa di invocazione del Padre” e le renda capaci di rivelare “il Volto paterno di Dio, Padre di tutti e sorgente di un mondo riconciliato nella giustizia e nella carità”.