Creare un ponte spirituale tra la comunità cristiana e le 200 monache di clausura dei 50 monasteri femminili delle Marche, è l’idea venuta a don Carlo Rovaldi, da 27 anni guida della parrocchia di San Marco Evangelista, a Fano, “bisognosa – a suo parere – di linfa vitale sul terreno della catechesi”. ” “”E’ nato tutto nell’88. Per sei anni un gruppo di catechisti di Macerata, appartenenti al cammino neocatecumenale, sono venuti a visitarci per avviare un’esperienza di evangelizzazione – racconta don Carlo -, fino a quando, nel ’95, la nostra parrocchia si è sentita pronta ad avere suoi animatori”. Ma per annunciare il vangelo ai “lontani” ci voleva un ‘aiuto particolare’. Preso in mano l’annuario di enti ed istituzioni religiose delle Marche, Don Carlo ha inviato una lettera ai monasteri di clausura femminili chiedendo di “pregare per la sua parrocchia, in particolare per la catechesi”. Da qui è nata una corrispondenza sempre più intensa, e si è instaurato un legame spirituale profondo. Con risultati da ambo le parti. Frutti “copiosi” sono stati raccolti dai monasteri, “prima di tutto – spiega don Carlo – la gioia di condividere un’intensa esperienza di evangelizzazione”. Ma c’è di più. Cinque ragazze sono appena entrate nel monastero di Sant’Angelo in Pontano, ai piedi dei Sibillini, ed altre in due monasteri a sud della regione. “Tutte le vocazioni sono in costante aumento”, esclama don Carlo, che attribuisce il merito anche alla preghiera dei suoi parrocchiani. Da parte sua la comunità di San Marco ha dato in pochi anni tre vocazioni: un frate cappuccino, un sacerdote ora vice parroco in Olanda, un seminarista a Berlino. ” “