Più di 80 mila persone hanno partecipato alla marcia nei giorni scorsi per chiedere una pace stabile nella Repubblica Democratica del Congo, secondo quanto riferisce l’agenzia di informazione Fides. L’iniziativa era stata lanciata dalle maggiori organizzazioni della società civile congolese per ricordare l’inizio del conflitto. Il 2 agosto dell’anno scorso, infatti, cominciava la seconda guerra del Congo, un anno e tre mesi dopo il primo scontro che aveva portato al potere Kabila ai danni di Mobuto. A un anno dall’inizio del conflitto, si fronteggiano ancora i ribelli, appoggiati da Uganda e Ruanda, e le truppe fedeli al presidente Kabila, con il sostegno di Zimbabwe, Angola e Namibia. Alla marcia per la pace hanno partecipato esponenti delle associazioni, studenti, semplici cittadini, volontari di organizzazioni non governative. Il presidente della campagna per una pace duratura in Congo, Modeste Mutinga, si è detto soddisfatto nel vedere come l’appello lanciato dalla società civile per la campagna nazionale per la pace sia stato accolto dalle altre parti. Mutinga ha anche detto che la guerra in atto è inutile e ingiusta mentre la società civile ha sempre chiesto il dialogo nazionale e internazionale ed ora è indignata di fronte alle tergiversazioni dei ribelli che ancora non firmano il cessate-il-fuoco dopo l’accordo di Lusaka. Questa marcia “è il grido di migliaia di donne violentate e uccise nel loro corpo e nel loro animo; di migliaia di famiglie colpite dalla sofferenza, dalla miseria, dalla disperazione” ha detto ancora Mutinga. Questa marcia, ha concluso, è un appello al governo congolese e ai ribelli così come ai loro sostenitori, perché cessi la guerra, l’esclusione, l’intolleranza, il malgoverno e la violazione di diritti umani.