Settecento militanti che hanno incarichi di responsabilità e di animazione dei gruppi locali, oltre 10 mila giovani aderenti, decine di preti e seminaristi che prestano un servizio di assistenza pastorale e religiosa: è questa la radiografia della Gioc, la Gioventù Operaia Cristiana, che in questi giorni ha radunato ad Exilles (Torino), presso il “Centro Giovanile Internazionale J. Cardijn”, circa 300 aderenti per il campo di formazione sul tema “Giovani lavoratori: educarsi educando”. “L’impegno della Gioc – come spiega Andrea Genova uno dei responsabili del campo – è rivolto particolarmente a quei giovani che entrano presto nel mondo del lavoro, dopo le scuole dell’obbligo o dopo aver frequentato corsi di formazione o istituti professionali. Sono posti di lavoro con difficoltà spesso maggiori – aggiunge – soprattutto nella situazione odierna. Oggi registriamo un aumento dei contratti brevi, di quelli a tempo determinato, o peggio di quelli ‘in nero’. Abbiamo testimonianza, specie da gruppi del sud, di come sia diffuso il lavoro irregolare. Per noi si tratta di offrire risposte adeguate a problemi a volte molto diversi tra di loro”. Tra i relatori che sono intervenuti al campo c’è don Flavio Grendele, ex-assistente della Gioc e pedagogista, che ha sviluppato il tema di come “accompagnare” i giovani lavoratori nell’odierna situazione economica e sociale. “Una cosa – sottolinea Genova – è infatti animare un gruppo al nord, un’altra in una regione meridionale. I nostri temi principali rimangono il lavoro e la disoccupazione, anche se cerchiamo di offrire l’approfondimento di altri argomenti, quali ad esempio la proposta della Cei per la riduzione del debito dei paesi poveri”.