P. MESQUITA (SALESIANO): “GLOBALIZZIAMO ANCHE LA LOTTA ALLA POVERTÀ” (2)

P. Raimundo Rabelo Mesquita intervenuto oggi a Colle don Bosco a “Confronti ’99” del Movimento Giovanile Salesiano ha detto che la scelta di aiutare i poveri ad emanciparsi ed assumere responsabilità politiche si deve ai colloqui e alla collaborazione avuta da un dirigente della Fiat Allis, Paolo Moferino, che ha operato a Belo Horizonte, in Brasile, per vari anni. “Grazie al suo suggerimento abbiamo dato vita a corsi di cultura politica e già un ragazzo delle favelas è divenuto giovanissimo deputato, raccogliendo più di 30 mila voti. Ricordiamoci – ha concluso – che i politici hanno paura di due cose: dei mass media e della Chiesa”. Ricorda, a questo proposito, come proprio San Giovanni Bosco fosse solito recarsi da Cavour e Rattazzi, nemici pubblici della Chiesa, per parlare dei suoi giovani. “Sapeva – ha sottolineato il religioso – che la carità dei suoi amici non era sufficiente per una situazione giovanile della Torino e dell’Italia di fine ottocento. Oggi la situazione è analoga. Prevenire la delinquenza giovanile è impedire un genocidio sociale giovanile. I ragazzi di strada sono ragazzi come tutti e devono trovare i mezzi per crescere e svilupparsi. Negando loro queste possibilità esplodono come un vulcano, gridando con la violenza il loro diritto e la voglia di vivere”. P. Mesquita lavora, insieme a una religiosa salesiana, suor Maria Do Rosario Leita Cintra, sugli aspetti politici della formazione integrale dei giovani. E’ riuscito a fare istituire in Brasile dei tribunali di difesa dei diritti umani e per questo ha ricevuto dall’Unicef il riconoscimento “Bambini e pace”. Tale premio è stato assegnato solamente a lui e al presidente della Repubblica brasiliana.