DON DAMOLI (CARITAS): “FERMIAMO LA GUERRA IN ANGOLA”

Un “tavolo” di dialogo e di pace per far cessare i conflitti; questa la proposta di don Elvio Damoli, direttore della Caritas Italiana, per porre fine alla guerra in Angola, una delle molte dimenticate, riesplosa con violenza, nonostante gli accordi di pace del 1994. “I colloqui internazionali – spiega don Damoli in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir – non hanno portato a grandi risultati, ma occorre proseguire su questa strada, quella del dialogo, l’unica che può portare ad una pace giusta e duratura. Se si lascia la parola alle armi ci sarà solo altro dolore ed altro sangue, come dimostra la storia. E’ ormai dal 1975 che l’Angola è martoriata dal conflitto e, sul piano militare, tutte le tattiche adottate e tutte le alleanze esterne non hanno piegato nessuno dei contendenti”. Intanto, in Angola i combattimenti tra i guerriglieri dell’Unita (Unione nazionale per l’indipendenza totale dell’Angola) e le truppe governative proseguono in modo sempre più cruento: “Città come Huambo, Malange, Quito – informa il direttore della Caritas – sono sotto assedio da mesi, con migliaia di vittime e sfollati. Solo a Malange, a 350 km da Luanda, ben 180 mila persone sono senza cibo ed è altissimo il rischio di epidemie”. Nonostante la gravità della situazione, i missionari e la Chiesa locale “si prodigano quotidianamente nel servizio alla stremata popolazione civile”, aggiunge don Damoli, ricordando anche agli appelli dell’episcopato angolano per la pace e per il dialogo. “Anche noi qui in Italia – conclude il direttore della Caritas – dobbiamo mantenere viva l’attenzione delle nostre comunità cristiane e dell’opinione pubblica su questi drammi, così poco televisivi ma altrettanto dolorosi per la coscienza di ognuno”.