GIOVANI SALESIANI DI TUTTA EUROPA A CONFRONTO SULLA MONDIALIZZAZIONE

“L’idea della cittadinanza mi richiama l’esperienza tremenda del Kosovo e dell’Albania di fronte ai tanti profughi e rifugiati. La fuga dei serbi di fronte al ritorno dei kosovari riconferma che non può esserci pace costruita solo sul potere e la violenza”: lo ha detto suor Georgina McPake, irlandese, membro del consiglio generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Salesiane), che hanno convocato in questi giorni il “Confronto Giovani ’99” a Colle Don Bosco, con la presenza di 800 ragazzi di tutta Europa. Il tema su cui stanno discutendo gli aderenti al Movimento Giovanile Salesiano è “Cittadini del mondo, cittadini d’Europa”: la prospettiva è quella della solidarietà in un mondo che va sempre globalizzandosi e di fronte a un Unione Europea che non deve limitarsi agli aspetti economico-finanziari. Un esempio di questa apertura alla mondialità è venuto dalla borsa distribuita ai giovani presenti come cartella del convegno. Si tratta di un prodotto confezionato da donne boliviane malate di tubercolosi, che si sono riunite in cooperativa, sostenute dall’arcivescovo di Cochabamba, mons. Tito Solari. In questo, come in altri casi analoghi, intervengono anche organismi di volontariato internazionale (il Vis-Volontariato internazionale per lo sviluppo e il Vides-Volontariato internazionale donna ed educazione). Secondo il salesiano don Antonio Demenech, originario della Catalogna, che è presente ai lavori in quanto consigliere generale che si occupa di pastorale giovanile, “per superare le tensioni e i pregiudizi si richiede non soltanto una legislazione più giusta e aperta alla solidarietà, ma soprattutto un’educazione alla mondialità sempre più generalizzata”.