Una lettera indirizzata alla presidente del Parlamento Europeo, Nicole Fontaine, per chiedere “un provvedimento comunitario che regoli l’ambito sanitario delle malattie neuropsichiatriche”. Questa l’iniziativa presa oggi da Franco Previte, dell’associazione “Cristiani per servire”, in seguito alla “bocciatura” di una analoga petizione da lui presentata al Parlamento europeo sulla stessa materia. Facendo riferimento al Trattato di Amsterdam, che “costituisce un passo avanti nel processo di integrazione europeo”, perché rafforza tra l’altro “la lotta contro l’esclusione sociale garantendo il rispetto della persona umana”, Previte fa notare che “per la prima volta il Trattato dà la possibilità d’intervenire presso un Paese membro” in ambiti come quello della tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. In Italia, si legge nella lettera, “non passa giorno che fatti od episodi, che lasciano attoniti e sgomenti, avvengano a causa del disagio mentale assai diffuso, specie fra i giovani, senza che ci siano sufficienti ed adeguate strutture di cura ed accoglienza”. Di qui la necessità, anche per il Parlamento europeo, di difendere gli “ultimi”, dimostrando ai cittadini europei “che il futuro non è fatto di burocrazia, di improvvisazioni, di procedure coordinate, ma della capacità di organizzare le strutture e le innovazioni nel campo degli interventi che il Trattato di Amsterdam offre all’Europarlamento anche nel campo neuropsichiatrico”. Previte conclude con un appello al Parlamento europeo affinché “possa indicare una normativa d’adeguamento comunitario, ritenuta necessaria ed urgente dall’opinione pubblica, utile alla riorganizzazione dell’assistenza dei malati psichici”.