“I giornalisti cattolici, ed in particolare quelli che si occupano di informazione religiosa, devono, come e più degli altri, considerare il fenomeno religioso nella sua diversità”. E’ questo il primo “imperativo”, nell’attuale contesto europeo, secondo Jean-Paul Guetny, direttore della pubblicazione francese “Attualità delle religioni”, intervenuto oggi al congresso europeo dell’Union catholique internationale de la presse (Ucip). Sono un centinaio i giornalisti giunti da tutta l’Europa ieri a “Il Chiostro” di Verbania per il congresso, che si chiuderà il 2 maggio.” “”Il secondo imperativo – ha continuato Guetny – consiste nel dare un’immagine positiva della pluralità religiosa, in conformità con l’evoluzione dell’atteggiamento della Chiesa nel corso dei secoli. Il terzo imperativo è contribuire allo sviluppo del dialogo interreligioso. Questa è una necessità del nostro tempo. La mondializzazione non ha solamente degli aspetti economici e culturali. Ha e deve avere una dimensione spirituale”. “D’altra parte – ha però specificato il giornalista francese – considerare il fenomeno religioso nella sua diversità non vuol dire fare l’apologia di tutto ciò che si presenta”. Bisogna anche “denunciare ciò che il religioso può avere di formale e di soffocante. Il ruolo del giornalista cattolico può essere anche quello di fare da cassa di risonanza ad alcune critiche profane dell’universo religioso”.” “Il congresso era stato aperto da mons. Giuseppe Cacciami, membro d’onore dell’Ucip e delegato vescovile della diocesi di Novara per la provincia di Verbania, che, richiamando le parole del Papa, ha sottolineato “il profondo valore religioso creativo e simbolico di un’assemblea in cui sono presenti, attraverso le rappresentanze dei giornalisti, i Paesi dell’Ovest e dell’Est, e il ruolo che questi devono svolgere per l’unità, la pace e la solidarietà in Europa”. (segue)” “” “