Un forte appello per la pace nei Balcani è stato lanciato dai 90 partecipanti (provenienti da 21 Paesi europei, ma anche dall’India e dal Bangladesh) alla IV conferenza internazionale su etica e politiche ambientali, organizzata dalla Fondazione Lanza e svoltasi nei giorni scorsi a Bressanone (Bolzano). “Avendo a cuore le sorti della pace e della fraterna convivenza – si legge nell’appello – denunciamo le violazione dei diritti umani perpetuate con efferatezza e sistematicità dalle autorità serbe nella regione del Kosovo. Denunciamo altresì i ritardi e le inadeguatezze con cui i governi democratici e le istituzioni internazionali, di cui essi fanno parte, si sono fatti carico della gestione della crisi in quel territorio. In particolare siamo indignati di fronte all’incapacità dei governi di risolvere per via pacifica il conflitto in atto, in modo da assicurare a quei popoli un futuro di vita e di sviluppo nel rispetto dei diritti umani”. ” “Ricordando l’esistenza di pronunciamenti fondamentali come la Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione universale dei diritti umani e le Convenzioni giuridiche internazionali sui diritti umani, viene ribadito il rifiuto della guerra come “strumento per risolvere i conflitti tra gli Stati e all’interno degli Stati”, ma anche come “forma di distruzione della terra e degli essere viventi, di sradicamento e deportazione delle popolazioni, di annientamento degli esseri viventi e di disintegrazione della trama della vita”. L’appello, rivolto “a tutte le donne e gli uomini di governo, alla organizzazioni della società civile, agli enti di governo regionale e locale, a tutte le donne e gli uomini di buona volontà” si conclude con un invito a “riflettere insieme sulla necessità di ricondurre la politica internazionale nel solco della legalità internazionale”.” “” “