Un appello per fermare la guerra nei Balcani rivolto a “intellettuali o altro, operai o gente di ufficio e di studio”, in nome di un comune sentire europeo è stato sottoscritto da intellettuali e artisti italiani. Il primo firmatario è il poeta Mario Luzi, ma hanno aderito anche Carlo Bo, Giovanni Raboni, Fernanda Pivano, Harold Pinter, Rafael Alberti. Ne riportiamo ampi stralci: “Siamo in Europa, non ha consistenza politica, non ha autorità decisionale l’Europa, ma esiste nella sua maturità civile, irriducibile (…). Ogni minimo elemento costitutivo, ogni più sottile fibra vivente nella cultura europea rifiutano la guerra in corso nel cuore dell’Europa, come un feroce anacronismo e una regressione indecente nella scala dell’evoluzione civile. C’è un rigetto generale della coscienza europea e c’è una intollerabile umiliazione dello spirito europeo, presente in ogni cittadino del continente, ne sia o non ne sia consapevole. ” “La cacciata e l’esodo brutalmente operati dalla dirigenza jugoslava e aggravati drammaticamente dall’azione bellica della Nato, proiettano questa tragedia in uno sfondo apocalittico e sono una sfida alla ragione e alla mente stessa dell’uomo moderno. ” “La situazione è allo stesso tempo irreale. Come un pugile sanato dallo Nato (e cioè gli Stati Uniti con l’appendice di alcuni Paesi d’Europa) continuano a picchiare automaticamente contro un avversario di ferro. Dobbiamo, prima ancora della giustizia, ritrovare la realtà, uscire dall’assurdo, dall’allucinazione, dalla follia sanguinaria. Subito, immediatamente il resto, si vedrà dopo”. ” “” “