“E’ stata costruita una legge, che se resta così, è inapplicabile”. E’ il parere espresso dal Tribunale per i diritti del malato sul testo del decreto attuativo della legge delega di riforma del sistema sanitario nazionale. In una nota diffusa oggi, il Tribunale spiega che il “giudizio negativo” è stato emesso “non tanto per quanto concerne singoli aspetti quanto per l’impianto complessivo del decreto che vanifica anche la potenziale positività di alcune misure previste”. Secondo il Tribunale per i diritti del malato, che insieme ad altre organizzazioni ha dato vita ad un “Tavolo dell’alleanza per la qualità”, è la fattibilità il “punto più debole del decreto”. “Sono infatti previsti – si legge nella nota – 36 nuovi provvedimenti ministeriali nei sei mesi successivi all’approvazione del decreto; 29 adempimenti legislativi di recepimento da parte delle regioni per un totale di 636 provvedimenti entro i dieci mesi successivi all’approvazione del decreto”. “Tutto ciò – proseguono i responsabili del Tribunale – sarebbe difficilmente realizzabile anche in un paese che, a differenza del nostro, non si scontrasse continuamente con la cronica difficoltà a produrre atti normativi in tempo reale. Se il Ministero, le regioni e le aziende si dovessero imbarcare nei mesi a venire in un’impresa del genere, ben poco spazio rimarrebbe ad esempio per lavorare sull’attività ordinaria di gestione e di cura della salute”. Il Tribunale per i diritti del malato chiede di “rivedere l’impianto complessivo del decreto, con l’intento di recuperare le parti più accettabili del testo attuale” e di “aprire una fase di effettiva concertazione e di vero lavoro comune tra tutti i soggetti coinvolti”, dal Ministero alle organizzazioni degli utenti.