Verrà esaminata domani, a Bruxelles, la petizione al Parlamento europeo “per porre rimedio alla violazione dei principi fondamentali in materia di parità scolastica e di libertà di scelta educativa in Italia”. Ne dà notizia l’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche), affermando che, “di fronte al ristagnare del dibattito sulla parità, bloccato da una serie di pregiudiziali ideologiche”, occorre che “il Parlamento europeo solleciti una soluzione del problema al nostro governo, mettendo in luce ancora una volta le inadempienze italiane in merito alla libertà di educazione”. Nella petizione, informa in particolare l’Agesc, si punta l’attenzione sul “mancato rispetto della funzione pubblica della scuola non statale” in Italia, sottolineando “gli impedimenti di ordine giuridico, burocratico ed economico che condizionano la libertà di scelta dei genitori e la stessa libertà della scuola non statale, a discapito delle famiglie meno abbienti”. L’Italia, sostiene l’Agesc, “non può entrare in Europa solo con la moneta: occorre rendere operativa la libertà di scelta delle famiglie e dare sostanza al diritto-dovere dei genitori all’educazione, previsto dalla nostra stessa Costituzione”. ” “” “