PROGETTO CULTURALE: CODA, “TEOLOGIA E SCIENZA DEVONO DIALOGARE”

Di fronte al “diffondersi di una mentalità scientista e tecnocratica” e all’affermarsi di un “disilluso scetticismo nei confronti della razionalità”, occorre promuovere “relazioni costruttive” tra riflessione scientifica e riflessione teologica, “fondate su un’apertura reciproca delle diverse razionalità”. Lo ha detto il teologo Piero Coda, intervenendo oggi al seminario su “Interpretazione del reale: teologia, filosofia e scienze in dialogo”, in svolgimento a Roma (fino a domani) per iniziativa del Servizio nazionale per il progetto culturale e della Pontificia Università Lateranense. Secondo don Coda, è necessario e urgente realizzare una collaborazione tra la fede e i diversi saperi perché, oggi, “si affacciano sempre più massicce e inelubibili, all’orizzonte del futuro della famiglia umana, questioni etiche, sociali ed ecologiche”. Il dialogo tra scienza e fede, teologia ed altri saperi, va tuttavia instaurato a precise condizioni: “E’ evidente – ha detto il relatore – che non si può pretendere l’assunzione del punto di vista di fede dallo scienziato che ad essa non aderisce; ma è altrettanto evidente che la possibilità di un fecondo dialogo tra teologia e scienza avviene là dove, da un lato, la teologia riconosce il diritto delle scienze matematiche e fisiche a indagare la specifica dimensione della realtà che esse delimitano secondo la loro specifica metodologia; ma anche – ha concluso Coda – dove queste ultime riconoscono che la teologia stessa ha a che fare con una dimensione specifica della realtà che, certo, trascende i criteri d’osservazione e di verificazione delle altre scienze, ma ne esibisce di propri, altrettanto rigorosi”.