DIOCESI DI TREVISO: UN “DIRETTORIO” SU CHIESA E IMMIGRATI

Un documento “missionario” di una Chiesa “non ripiegata su se stessa”. Così, in una nota, viene definito il “direttorio” sull’immigrazione elaborato dalla diocesi di Treviso, dal titolo “La Chiesa di Treviso e gli immigrati”, che verrà presentato nel prossimo numero del settimanale diocesano “La vita del popolo”. Nella parte introduttiva del documento, firmato dal vescovo, “si invita – spiega mons. Giorgio Marcuzzo, vicario episcopale per il coordinamento pastorale – a considerare gli immigrati con parametri diversi, a seconda delle cause che li spingono a venire da noi”. Tre le categorie principali: i “poveri”, che “cercano una vita più umana per sé e per la propria famiglia”; gli “esuli e i profughi”, che “cercano pace fuggendo una situazione dove l’unica legge è quella impazzita delle armi”; i “signori e i servi della devianza”, accomunati “da un medesimo destino, ma ovviamente distinguibili in oppressi e oppressori”. Di ogni categoria, prosegue il vicario episcopale, “si cerca di capire anche le attese e di individuare le opportunità, per offrire un aiuto mirato e concludente”. Nel documento, inoltre, si raccomanda l'”accompagnamento religioso” degli immigrati, in particolare degli immigrati cattolici e si sottolinea anche la centralità della parrocchia “come riferimento ecclesiale per un graduale inserimento e una futura integrazione dei figli”. ” “Sempre il tema dell’immigrazione sarà al centro di un convegno che si terrà il 23 aprile a Siracusa, per iniziativa della diocesi, sul tema “Clandestini a Bordo!”. L’iniziativa, spiegano i promotori, vuole segnalare la “disparità nel trattamento dell’immigrazione illegale”: mentre gli immigrati che entrano illegalmente in Italia “sono respinti o accolti in conformità alla legislazione vigente”, i clandestini che si imbarcano per mare possono restare “anche per anni reclusi in una cabina”, oppure si danno alla fuga mettendo a repentaglio la propria vita.” “