CARD. HOYOS: CONTRO “NEW AGE”, RISCOPRIAMO LE “RAGIONI DEL CREDERE”

“Un atteggiamento puramente fideistico, emotivo ed intimistico, di fronte alla fede cristiana, non è degno né dell’uomo né della fede”. Lo ha detto il card. Dario Castrillon Hoyos, prefetto della Congregazione per il Clero, intervenendo all’incontro dei vescovi e responsabili nazionali della catechesi in Europa, che si è concluso oggi a Roma per iniziativa del Consiglio delle Conferenze episcopali europee; il tema del convegno era “La catechesi familiare in Europa”. Riferendosi alla “dilagante mentalità ‘new age’, in base alla quale si cercano le ragioni del credere in una dimensione soggettiva e vagamente emotiva”, il cardinale ha fatto notare che “nonostante il prevalere della razionalità e delle scienze nella cultura moderna, il contesto culturale non è molto favorevole ai problemi legati alle ragioni del credere”. La nostra cultura, ha spiegato il relatore, “tende a collocare il problema religioso nella sfera dell’ ‘irrazionale”, partendo dall’idea che, “in materia di fede e di religione, non vi sarebbero vere ragioni, ma piuttosto scelte soggettive ed opinioni”. Il card. Hoyos, invece, ha insistito molto sul legame tra ragione fede, immanenza e trascendenza: “Per quanto si debba avere grande rispetto delle ragioni affettive – ha detto -, l’eclissi dell’aspetto cognitivo riguardo alle ragioni del credere è fortemente preoccupante. La ricerca di una certezza di fede non è da considerarsi un privilegio per specialisti, di cui il comune credente potrebbe fare largamente a meno”. ” “” “