D’ANTONI: “SUPERARE PREGIUDIZI SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE DI ISPIRAZIONE CRISTIANA”

“La scelta di innalzare l’obbligo scolastico a 15 anni è francamente discutibile e costituisce anche un elemento devastante che rischia di sacrificare la formazione professionale. Col risultato che l’unico interlocutore che rimarrebbe sul campo, a proporre la propria formazione, sarebbe l’impresa”: lo ha detto il segretario generale della Cisl, Sergio D’Antoni, questa mattina a Roma in occasione della presentazione del raggruppamento di enti e centri di formazione professionale d’ispirazione cristiana, cui aderiscono realtà quali Acli, Confap, Coldiretti, Cisl, Mcl, Cif . Secondo D’Antoni, “nella nostra società è in atto una formidabile discriminazione non più e non solo nella distribuzione della ricchezza, ma oggi soprattutto nella distribuzione del sapere, col risultato che si creano vere e proprie ‘caste’ o ‘feudi’ che riservano le migliori opportunità di lavoro ai propri aderenti. E’ invece importante che si possa offrire a tutti, specie ai più svantaggiati, delle reali opportunità formative per restare sul mercato del lavoro”. La realtà nata oggi fa seguito a due convegni (Frascati ’96 e Roma ’98) promossi dagli uffici scuola e pastorale del lavoro della Cei in cui è emersa l’esigenza di un raccordo tra i vari enti di ispirazione cristiana. Tutti insieme tali enti rappresentano 160 mila allievi ogni anno, 20 mila operatori e quasi un migliaio di centri e strutture regionali. La richiesta avanzata da Bobba (Acli), Gandini (Confap), Ferraro (Coldiretti) e Sciacqua (Mcl), intervenuti all’incontro, è che venga riconosciuto al settore lo status per adempiere all’innalzamento dell’obbligo scolastico come componente paritaria del sistema formativo integrato