OTTO PER MILLE: MONS. NICORA, PIÙ “PARTECIPAZIONE” PER LE OFFERTE DEDUCIBILI

“Dal 1994 in poi c’è stato un lento calo progressivo delle offerte deducibili, che si mantiene però su misure contenute, non clamorose”. Lo ha detto mons. Attilio Nicora, vescovo delegato della Cei per i problemi giuridici, nel corso della conferenza stampa di presentazione del bilancio della Conferenza Episcopale italiana sui dieci anni dall’introduzione dell’otto per mille. Rispetto all’anno scorso, ad esempio, “c’è stata una differenza di 658 milioni in meno sulle offerte deducibili, che non mi pare – ha osservato il vescovo – siano una cifra significativa, rispetto ai circa 42 miliardi della cifra complessiva”. Tenuto conto di questi dati ed in risposta alla domanda di un giornalista, ha aggiunto:”Stento a trovare un collegamento tra la diminuzione delle offerte deducibili e il caso Giordano”. In Italia, nel ’98, sono stati 150 mila i contribuenti che hanno fatto un’offerta per il sostentamento del clero; per quanto riguarda, invece, l’otto per mille, l’82,5 per cento sul 46 per cento di chi esprime una preferenza (pari a 14 milioni di contribuenti, su 30 milioni complessivi) scelgono la Chiesa cattolica. Nel 1998, si sono raccolti complessivamente 1.327 miliardi e 951 milioni di lire dall’otto per mille, di cui 585 miliardi e 351 milioni sono stati impiegati per esigenze di ulto della popolazione, 482 miliardi per coprire il fabbisogno integrativo al sostentamento del clero e 260 miliardi e 600 milioni per interventi caritativi. “Le offerte deducibili – ha proseguito mons. Nicora – coprono solo il 5 per cento delle necessità dei 38 mila sacerdoti inseriti nel sistema del sostentamento del clero. Per questo, più del 50 per cento dei fondo dell’otto per mille sono impiegati per integrare le risorse a disposizione in questo ambito”. (segue).