“La nostra richiesta è la pace per tutti. Speriamo che tutto questo abbia una fine: questa situazione non è sopportabile, pone molti dubbi per il futuro”. Don Antun Pecar, direttore della Caritas jugoslava e parroco della cittadina di Nis, pochi chilometri a nord di Belgrado, racconta il suo stato d’animo in un’intervista rilasciata oggi al settimanale cattolico “Toscanaoggi”, che lo ha raggiunto telefonicamente. “Non è facile – spiega – raccontare quello che stiamo vivendo: la situazione cambia di giorno in giorno. La posizione della Chiesa cattolica jugoslava è la stessa della Chiesa universale, la stessa del Papa. Ma la situazione è terribile: proprio vicino a 50 chilometri dalla mia parrocchia di Nis, ad Aleksinas, sono state distrutte alcune abitazioni civili, ci sono stati dodici morti e molti feriti: un nostro collaboratore e una suora sono partiti per andare a vedere in quale situazione si trova questa città e come possiamo aiutare i feriti”.” “”Ogni notte – racconta ancora don Antun – entriamo nei rifugi, dormire non è possibile, c’è paura: proprio cinque minuti fa è suonato l’allarme a Nis e poi abbiamo sentito due esplosioni. Spesso passiamo la notte senza dormire, aspettando che comincino i bombardamenti. Nella nostra casa parrocchiale abitano dieci bambini, anche per loro è tremendo”. (segue)” “