“Negli sforzi della Chiesa nel campo della comunicazione e nelle iniziative massmediali ispirati dalla Chiesa, o nei quali la Chiesa è coinvolta, l’eredità spirituale dell’Europa deve essere messa in evidenza”, lo afferma mons. John P. Foley, presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni sociali. Mons. Foley aprirà i lavori del congresso europeo su “Proclamare il Vangelo nella società dell’informazione”, che comincerà domani (fino all’11 aprile) a Montserrat (Barcellona) per iniziativa del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (Ccee). “L’Europa – osserva il responsabile del dicastero pontificio – sarebbe meno Europa se non fosse per la cultura cattolica”. Per questo, secondo Foley, sarebbe “tragico” se l’unione delle nazioni europee “fosse basata solo su reciproci vantaggi materiali”, di tipo economico, politico “e perfino militare”, ma non anche “sulla condivisione del patrimonio culturale”. Ciò non significa, ha spiegato il presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni sociali, “un ritorno al passato, all’epoca delle cattedrali e delle crociate”: si tratta, invece, di “tradurre la stessa fede che motivava e caratterizzava quei secoli in nuove espressioni culturali, specialmente nelle forme che sono diventate così caratteristiche e così influenti nella nostra epoca: i mass media”. Al convegno di Montserrat, oltre a Foley, parteciperanno, tra gli altri, il card. Miroslav Vlk, presidente del Ccee, mons. Crispian Hollis, presidente del Comitato episcopale europeo per i media (Ceem), e mons. Dominique Wolton, del Centro nazionale della ricerca scientifica di Parigi, che terrà una relazione sul tema “Verso una società dell’informazione: quale margine di manovra per la Chiesa, con l’arrivo delle nuove tecnologie e nella prospettiva della costruzione dell’Europa?” Al congresso parteciperà anche una delegazione italiana guidata da mons. Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo di Lecce.