“Si moltiplicano nelle comunità cristiane del Paese – afferma un comunicato diffuso oggi dalla Conferenza episcopale italiana – le iniziative di preghiera e di solidarietà verso tutte le popolazioni che soffrono a causa della guerra. Il conflitto esploso nel cuore dei Balcani sta generando sofferenze e drammi indicibili per milioni di persone, costringendo intere popolazioni ad abbandonare la propria casa. Raccogliendo l’invito del Papa, che ribadisce come ci sia sempre tempo per la pace, si promuovono ovunque momenti di preghiera secondo le diverse modalità indicate dai vescovi. E’ una preghiera che si fa più intensa con l’approssimarsi della Pasqua e dà un significato particolare alle celebrazioni del triduo pasquale nella speranza che si riapra presto il dialogo e si ritrovi la via della pace”.” ” “Confidando nella preghiera, arma efficacissima perché Dio agisce dentro l’uomo dove l’altro uomo non può arrivare – prosegue il comunicato – i cattolici italiani si stanno muovendo anche sul piano della solidarietà e della fattiva carità. Già dal 1991 numerose organizzazioni cattoliche operano in quella regione, con il coordinamento della Caritas italiana. Ora si fa più intensa la mobilitazione che vede diocesi e organismi di volontariato impegnati nella raccolta di viveri, indumenti e fondi. Si ricorda che chiunque voglia contribuire direttamente a sostenere gli interventi della Caritas nazionale può utilizzare il ccp 347013 (intestato a Caritas italiana, v.le Baldelli 41 – 00146 Roma – causale Kosovo)”. ” ” “La Presidenza della Cei, che segue con attenzione e con preoccupazione lo sviluppo degli eventi, ha destinato 2 miliardi dei fondi provenienti dall’8 per mille a favore dei primi interventi per l’accoglienza dei profughi nella speranza che possano presto far ritorno alle loro abitazioni. La somma viene affidata agli organismi caritativi che, in accordo con i vescovi locali, operano per l’assistenza dei profughi in Albania e Macedonia. Questo intervento si colloca sulla linea di quelli già fatti dalla Cei in diverse parti del mondo a fronte di drammatiche situazioni di emergenza”.” “